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NBA e flopping, Doc Rivers: “I giocatori lo allenano, non è solo un caso”

Il flopping NBA non è più visto come un’eccezione, ma come una pratica diffusa. Doc Rivers sottolinea che molti atleti lo considerano una skill a tutti gli effetti

Nel mondo della NBA il tema del flopping è sempre più caldo, e stavolta a dire la sua è uno che la lega la conosce bene: Doc Rivers. L’ex allenatore dei Milwaukee Bucks ha raccontato la sua visione in modo molto diretto, sostenendo che le simulazioni non siano più episodi casuali, ma qualcosa su cui i giocatori lavorano davvero.

Durante un intervento al podcast di Bill Simmons, Rivers ha spiegato come la percezione del gioco sia cambiata. Il punto centrale è semplice: nessuno insegna ufficialmente a “cadere”, ma molti giocatori imparano da soli come farlo nel modo più efficace possibile.

Beh, ormai tutti fanno flopping. È semplicemente così che è diventato il gioco oggi. Non viene insegnato. I giocatori ci lavorano, ma non è qualcosa che viene davvero insegnato. I giocatori ci lavorano e basta.

Doc Rivers

Secondo Rivers, l’idea che certe simulazioni siano accidentali è sempre meno credibile. Il vantaggio di ottenere un fallo, specialmente nei momenti decisivi, ha reso questa pratica quasi parte del bagaglio tecnico.

Non solo Shai: un fenomeno diffuso

Il punto di Rivers è chiaro: non si tratta di un singolo giocatore. Nel suo racconto ha citato anche Jalen Brunson e Victor Wembanyama, sottolineando come diversi profili, anche molto diversi tra loro, utilizzino strategie simili per ottenere falli o vantaggi.

Io penso che Brunson abbia fatto flopping e cercato contatti tanto quanto Wemby. Ma fa semplicemente parte del gioco

Doc Rivers

Nel dibattito pubblico si sono inserite anche altre voci. Tyrese Haliburton ha difeso SGA, definendo molte accuse esagerate, pur ammettendo che oggi “vendere il contatto” è diventata una parte normale della formazione di un giocatore.

Il flopping è davvero una skill?

Per Rivers la risposta è sì, almeno in parte. Non significa che esistano “allenamenti di flopping” ufficiali, ma il concetto è che i giocatori imparano a massimizzare ogni contatto.

Nel contesto attuale della NBA, dove ogni possesso può cambiare una partita, anche piccoli vantaggi diventano fondamentali. E se un fallo guadagnato può spostare l’inerzia, allora diventa una risorsa come tiro, difesa o gestione del corpo.

Finché esisterà un vantaggio concreto nel “vendere” un contatto, questa pratica continuerà a far parte del gioco. E secondo Doc Rivers, piaccia o no, è già diventata una componente stabile del basket moderno.

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