Dallas Mavericks, tra Kyrie Irving e Cooper Flagg: le chiavi della stagione

I Dallas Mavericks si preparano a vivere un vero anno zero. Dal rientro di Kyrie Irving alla crescita di Cooper Flagg, passando per il mercato e gli equilibri sotto canestro

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La rivoluzione tecnica e dirigenziale dei Dallas Mavericks certifica la dimensione della prossima stagione: un vero e proprio anno zero per una squadra che, però, non sembra rispecchiare il classico progetto destinato ai bassifondi della NBA.

Ci sono almeno quattro fattori che, in base alla loro evoluzione nel corso della stagione, potrebbero ridefinire prospettive e competitività della franchigia texana.

Impatto e contributo di Kyrie Irving al rientro

Dopo un’intera stagione ai box, Kyrie Irving ritroverà un gruppo profondamente cambiato rispetto alla sua ultima apparizione. Il suo talento nell’uno contro uno rappresenterà una risorsa fondamentale per quella che, nell’ultima Regular Season, è stata la ventisettesima squadra della lega per Offensive Rating.

È difficile, però, prevedere quale sarà il livello del suo recupero fisico. A 34 anni e con il suo storico di infortuni, dovrà gestire con attenzione il rientro. Per quanto il suo contributo offensivo possa essere determinante, è altrettanto verosimile che in difesa possa diventare il bersaglio principale degli avversari.

Gli equilibri sottocanestro

La scelta del campione NCAA Morez Johnson Jr. al Draft NBA ha evidenziato una duplice intenzione del front office.

La prima è inserire Daniel Gafford in una trade: il lungo resta infatti il principale protagonista dei rumors che riguardano la franchigia. La seconda è lanciare un messaggio chiaro a Dereck Lively II, un profilo che i Mavericks hanno sempre seguito e voluto con convinzione, ma anche il giocatore più fragile del reparto lunghi.

Nelle ultime due stagioni ha disputato appena 43 partite, un dato che ha spinto Dallas a tutelarsi. Johnson Jr. sembra infatti garantire quella continuità fisica e atletica che finora è mancata al collega, oltre a un’esplosività di altissimo livello anche per gli standard della NBA.

La chiave sarà costruire una gerarchia solida, magari riuscendo anche a scambiare Gafford. In caso contrario, il rischio è che nessuno dei lunghi a disposizione trovi le condizioni ideali per massimizzare crescita e rendimento.

Le lacune da colmare sul mercato

Il ventiseiesimo posto della scorsa stagione per percentuale da tre punti (34.4%) ha evidenziato tutti i limiti del roster, nonostante la presenza di Klay Thompson e P.J. Washington.

L’arrivo di Santi Aldama rappresenta un primo tentativo concreto di invertire la tendenza. Se dovessero aprirsi trattative per Gafford, potrebbe presentarsi anche l’occasione di aggiungere un secondo tiratore: una possibilità che i Dallas Mavericks dovranno valutare con attenzione, perché aprire il campo a Cooper Flagg sarà uno snodo fondamentale per l’efficienza offensiva della squadra.

L’unica vera certezza: Cooper Flagg

Per gli appassionati è già una delle attrazioni più attese della NBA; per i Dallas Mavericks rappresenta la principale speranza su cui costruire il futuro. Cooper Flagg è già oggi un potenziale All-Star, ma dovrà continuare a migliorare soprattutto nel tiro da tre punti e nella gestione dei finali punto a punto.

Se riuscirà a compiere anche quest’ultimo salto di qualità, l’ottimismo in Texas non potrà che aumentare.

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