Jason Kidd esonerato dai Dallas Mavericks: “Era il momento giusto”

I Dallas Mavericks e Jason Kidd si separano dopo cinque stagioni. Decisiva la volontà di Masai Ujiri di dare una nuova direzione alla franchigia dopo gli ultimi mesi turbolenti

Jason Kidd, coach dei Dallas Mavericks

Dopo cinque stagioni si chiude ufficialmente l’avventura di Jason Kidd sulla panchina dei Dallas Mavericks. La franchigia texana ha annunciato la separazione nella serata di martedì, definendola una “decisione reciproca”, anche se dietro l’addio sembra esserci molto di più di una semplice stretta di mano.

L’arrivo di Masai Ujiri come nuovo presidente delle Basketball Operations ha cambiato completamente gli equilibri interni. Il proprietario Patrick Dumont gli ha affidato piena libertà decisionale e una delle prime mosse è stata proprio quella di interrompere il rapporto con Kidd.

Nel comunicato ufficiale, Ujiri ha spiegato chiaramente la direzione della franchigia:

Crediamo che questo sia il momento giusto per dare una nuova direzione alla squadra. Le aspettative su questa franchigia sono alte e abbiamo la responsabilità di costruire un’organizzazione capace di competere stabilmente per il titolo

Masai Ujiri

Una finale NBA e poi il crollo

L’esperienza di Kidd ai Mavericks è stata piena di alti e bassi. Nel 2022 Dallas raggiunse le Finals della Western Conference, mentre nel 2024 arrivò addirittura la corsa fino alle NBA Finals. Sembrava l’inizio di un progetto destinato a durare, ma pochi mesi dopo tutto è cambiato.

La trade che ha spedito Luka Doncic ai Los Angeles Lakers nel febbraio 2025 ha completamente ribaltato il futuro della franchigia. In cambio arrivò un pacchetto guidato da Anthony Davis, mossa che si è rivelata un disastro sia dal punto di vista tecnico che ambientale.

Kidd ha sempre sostenuto di aver saputo della trade di Doncic soltanto “all’ultimo momento”, respingendo le accuse di un coinvolgimento diretto nell’operazione. Nonostante questo, dentro l’organizzazione era noto il suo malcontento per i problemi di condizione fisica dello sloveno.

Kidd escluso dalle decisioni

Secondo diverse indiscrezioni, Kidd avrebbe voluto un ruolo più importante nella dirigenza dopo il licenziamento di Harrison, puntando alla posizione di presidente delle basketball operations. Una possibilità che Dumont avrebbe escluso già da tempo.

Inoltre, Kidd sarebbe rimasto fuori anche dal processo che ha portato all’ingaggio di Ujiri. Un segnale piuttosto chiaro di come la proprietà stesse già pensando a un futuro diverso.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Ujiri non aveva garantito la permanenza dell’allenatore:

Ha fatto un ottimo lavoro, ma analizzeremo l’organizzazione dalla testa ai piedi. È il modo corretto per valutare ogni aspetto

Masai Ujiri

Di fatto, l’addio era già nell’aria.

Il legame eterno con Dallas

Nonostante il finale amaro, il rapporto tra Jason Kidd e Dallas resterà comunque speciale. Scelto dai Mavericks al Draft del 1994, Kidd è stato uno dei simboli della franchigia e ha avuto un ruolo fondamentale anche nello storico titolo NBA conquistato nel 2011.

Da allenatore chiude la sua esperienza texana con un record di 205 vittorie e 205 sconfitte in regular season e un bilancio playoff di 22-18.

Ora Dallas cerca un nuovo nome. Ujiri ha promesso una ricerca “approfondita e disciplinata”. I tifosi dei Mavericks, reduci da una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, si aspettano risposte concrete — e in fretta.

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