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Ritiro Westbrook, Beverley attacca Lakers e media

Per Patrick Beverley, Russell Westbrook aveva ancora tanto da dare in NBA. Le continue critiche e il periodo ai Lakers avrebbero però compromesso la sua reputazione

Il ritiro di Russell Westbrook continua a far parlare. A 37 anni l’ex MVP ha deciso di chiudere la sua carriera NBA nonostante avesse ancora alcune possibilità per continuare a giocare. Una scelta che Patrick Beverley, suo ex compagno ai Los Angeles Lakers, considera decisamente prematura.

Secondo Pat Bev, però, dietro l’uscita di scena di Westbrook c’è qualcosa che va oltre una semplice decisione personale: la reputazione costruita attorno a Russ negli ultimi anni avrebbe progressivamente ridotto il suo spazio nella NBA.

Secondo me aveva ancora tanto basket dentro. La scorsa stagione ha giocato davvero bene. Penso che i media abbiano distrutto la percezione del suo gioco

Patrick Beverley

Beverley: “Tutto è cambiato ai Lakers”

Per Beverley c’è soprattutto un momento che ha segnato il prima e il dopo nella carriera di Westbrook: l’esperienza ai Los Angeles Lakers.

Penso che tutto sia cambiato quando è arrivato ai Lakers e poi se n’è andato. Da quel momento aveva una nuvola nera sopra la testa. Le squadre hanno iniziato a chiedersi se fosse un giocatore di squadra o un buon elemento per lo spogliatoio

Patrick Beverley

La parentesi gialloviola ha effettivamente rappresentato uno dei periodi più complicati della carriera di Russell Westbrook. Le aspettative erano enormi e il rendimento della squadra non aiutò: Russ finì spesso al centro delle critiche, diventando uno dei principali bersagli per spiegare i problemi dei Lakers.

Beverley, che proprio a Los Angeles ha condiviso lo spogliatoio con lui dopo anni di rivalità, racconta però un Westbrook molto diverso rispetto all’immagine che si era creata all’esterno.

È stato uno dei miei compagni preferiti. Pensate al sacrificio che ha fatto un MVP. Io e lui avevamo avuto problemi per anni, poi ai Lakers facevano partire me titolare e Russ dalla panchina. Eppure è sempre rimasto professionale

Patrick Beverley

Secondo Pat Bev, Westbrook non avrebbe mai creato problemi nello spogliatoio, neppure quando il suo ruolo venne drasticamente ridimensionato.

Era presente a ogni cena della squadra, sempre puntuale, faceva tutto insieme al gruppo. Ha fatto tutto nel modo giusto

Patrick Beverley

“Se Lonnie Walker può stare in NBA, può farlo anche Westbrook”

Beverley non riesce soprattutto ad accettare l’idea che per Westbrook non ci fosse più spazio nella lega. Per spiegare il concetto ha tirato in ballo Lonnie Walker, precisando di non voler mancare di rispetto all’ex Lakers:

Lonnie Walker è un mio buon amico e non voglio mancargli di rispetto, ma se lui può trovare posto in una squadra NBA, allora Russell Westbrook può assolutamente stare in NBA. Senza dubbio

Patrick Beverley

Una provocazione che riassume perfettamente il pensiero di Beverley: Westbrook si è ritirato quando avrebbe avuto ancora abbastanza talento per contribuire in NBA.

Il problema, secondo lui, era ormai diventato soprattutto la percezione.

I media hanno una forza enorme. Hanno permesso ai tifosi di etichettarlo e giudicare continuamente il suo gioco. E questo ha portato proprietari, general manager e presidenti a guardarlo in un certo modo

Patrick Beverley

Westbrook aveva comunque ricevuto interesse da Sacramento Kings e Washington Wizards, ma con un ruolo ridotto alle spalle dei giocatori più giovani. Alla fine ha preferito fermarsi e lasciare il basket NBA alle proprie condizioni.

Beverley saluta Westbrook: “Sei una leggenda”

Per Beverley rimane quindi un finale agrodolce, soprattutto considerando ciò che Westbrook ha rappresentato per la NBA (come evidenziato anche da Kevin Durant).

Sei una leggenda. Te ne vai troppo presto. Complimenti al re delle triple doppie. Bisogna riconoscere quello che hai fatto e darti i tuoi fiori. Ti meriti tutto, fratello

Patrick Beverley

Il punto centrale del suo discorso rimane comunque uno: Russell Westbrook avrebbe potuto giocare ancora in NBA, ma gli anni di critiche e soprattutto quanto accaduto ai Lakers avrebbero cambiato definitivamente il modo in cui la lega lo vedeva.

E per Beverley quella “nuvola nera” non è mai realmente scomparsa.

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