Barkley attacca NBA e WNBA dopo il caso Kanter

Charles Barkley attacca Silver ed Engelbert: il loro silenzio ha lasciato che il dibattito sulle atlete trans in WNBA degenerasse sul web

Charles-Barkley

Le recenti tensioni attorno al regolamento d’idoneità della WNBA e alla presenza di atlete transgender nello sport femminile hanno acceso un dibattito dicotomico negli Stati Uniti.

A far sentire la propria voce è stato la leggenda NBA e Hall del Famer Charles Barkley, il quale, intervistato da Michael Smerconish, ha attaccato direttamente i vertici delle due leghe per non aver stroncato la controversia prima che degenerasse sul web.

Sostengo da sempre la comunità gay e quella transgender, ho solo amore e rispetto per loro. Ma in nessuna circostanza penso che gli uomini debbano gareggiare contro le donne. Zero. Sono deluso da Adam Silver e Cathy Engelbert: avrebbero dovuto uscire allo scoperto due o tre settimane fa e dire chiaramente: “C’è scritto WNBA nel titolo. La WNBA è per sole donne e non ne discuteremo più”. Invece hanno lasciato che la questione venisse data in pasto a Internet

Charles Barkley

I riflettori si sono riaccesi dopo l’episodio che ha visto l’ex centro NBA Enes Kanter Freedom presentarsi a bordocampo alla partita tra Chicago Sky e Indiana Fever indossando una maglia provocatoria, prima di essere espulso in seguito a una lite con la giocatrice Natasha Cloud.

Barkley ha ribadito la propria posizione di sostegno alla comunità LGBTQ+, sottolineando però la necessità di confini chiari nello sport professionistico:Basketball Network

Mancanza di confronto e il vuoto normativo

La provocazione di Kanter Freedom e di Royce White, che si sono dichiarati eleggibili per il WNBA Draft affermando di identificarsi come donne, nasce dall’ambiguità del Collective Bargaining Agreement. Sebbene la lega specifichi che la competizione è riservata alle donne, manca una definizione formale o una clausola esplicita sulle atlete transgender.

Un ritardo nell’intervento istituzionale che, secondo la tesi dell’articolo, ha trasformato una lacuna burocratica in una cassa di risonanza mediatica e politica, danneggiando l’immagine di un campionato in piena fase di espansione.

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