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Caso Clippers, parla Kawhi Leonard: “Ho agito in buona fede”

Kawhi Leonard commenta la sentenza NBA sul caso Clippers: si assume la responsabilità per gli errori delle persone a lui vicine, ma assicura di non aver mai saputo di tentativi di aggirare il salary cap

Kawhi Leonard rompe il silenzio dopo la sentenza della NBA sul caso Clippers. Il giocatore ha affidato a una dichiarazione diffusa attraverso il suo nuovo agente Harrison Gaines la propria versione dei fatti, poche ore dopo la conclusione dell’indagine sull’aggiramento del salary cap che ha portato a una stangata senza precedenti per Los Angeles.

La NBA ha tolto ai Clippers cinque prime scelte al Draft dal 2029 al 2033, inflitto alla franchigia una multa da 30 milioni di dollari e sospeso Steve Ballmer per un anno. Leonard ha invece evitato sia la sospensione sia l’annullamento del contratto, ricevendo una sanzione da 700.000 dollari.

Ed è proprio dopo la decisione della lega che Kawhi ha deciso di parlare.

Leonard: “Integrità e rispetto sono fondamentali per me”

Il messaggio parte da una presa di responsabilità, anche se Leonard fa immediatamente una distinzione importante tra il proprio comportamento e quello delle persone che hanno gestito i suoi affari.

Integrità e rispetto per questo sport sono fondamentali per ciò che sono. Mi assumo la piena responsabilità per gli errori di giudizio commessi dalle persone a me vicine e mi dispiace per le distrazioni che questa situazione ha causato ai tifosi e alla mia famiglia

Kawhi Leonard

Un riferimento inevitabile soprattutto a Dennis Robertson, zio ed ex business manager del giocatore, con cui Leonard ha interrotto i rapporti professionali lo scorso giugno.

Robertson è una delle figure centrali nelle conclusioni dell’indagine: secondo la NBA, avrebbe agito per conto di Leonard facendo pressione sui Clippers affinché aiutassero il giocatore a ottenere ulteriori opportunità economiche fuori dal campo. La lega lo ha escluso per cinque anni da qualsiasi rapporto professionale con squadre NBA e relative affiliate.

Kawhi nega di conoscere il piano dei Clippers

È però nella seconda parte della dichiarazione che Leonard prende una posizione ancora più netta. Kawhi non nega di aver firmato gli accordi finiti sotto indagine, ma sostiene di averlo fatto senza essere a conoscenza di alcun piano per aggirare il salary cap NBA.

Ho firmato il mio contratto con i Clippers, così come gli accordi in questione, in buona fede, pienamente intenzionato a rispettare i miei obblighi e senza essere a conoscenza di alcuna intenzione, da parte di nessuno, di aggirare il salary cap

Kawhi Leonard

Una precisazione importante alla luce delle conclusioni raggiunte dall’indagine indipendente condotta da Wachtell, Lipton, Rosen & Katz.

Secondo la NBA, infatti, Leonard avrebbe beneficiato di opportunità economiche fuori dal campo ottenute con l’assistenza dei Clippers. La lega ha stabilito che la franchigia abbia facilitato accordi con quattro aziende partner – Aspiration Partners, Boingo Wireless, Daktronics e Lockton Insurance – oltre ad aver sostenuto alcune spese personali riconducibili al giocatore e ai suoi rappresentanti.

Leonard, quindi, non contesta l’esistenza degli accordi. La sua posizione è un’altra: non avrebbe saputo che dietro quelle operazioni ci fosse l’intenzione di aggirare le regole NBA.

Leonard guarda già a Toronto: “Voglio chiudere questo capitolo”

Niente sospensione e nessun contratto annullato significa soprattutto una cosa per Leonard: la possibilità di lasciarsi Los Angeles alle spalle e concentrarsi sul ritorno ai Toronto Raptors.

Ed è proprio Toronto il punto con cui Kawhi decide di chiudere il suo messaggio.

Per 15 anni, la mia priorità è stata dare tutto alla mia famiglia, al basket e alle persone con cui condivido il campo. Tornando a Toronto, sono concentrato su ciò che posso controllare: chiudere questo capitolo e andare avanti ripartendo da zero

Kawhi Leonard

La decisione della NBA ha infatti rimosso uno degli ostacoli principali al ritorno di Leonard ai Raptors: durante l’indagine l’operazione era rimasta in sospeso proprio per il rischio che Kawhi potesse essere sospeso o che il suo contratto venisse annullato.

Leonard e Clippers, due reazioni molto diverse

Alla fine, quindi, Clippers e Leonard escono dalla stessa vicenda guardando in due direzioni opposte. Los Angeles vuole continuare la battaglia con la NBA, Kawhi sembra non averne nessuna intenzione.

Il suo messaggio è piuttosto semplice: ho agito in buona fede, mi assumo la responsabilità per quello che è successo intorno a me e adesso voglio pensare ad altro. Nessun attacco alla lega e soprattutto nessuna voglia di trascinare pubblicamente la questione ancora per mesi.

Anche perché adesso c’è Toronto. Il caso Clippers non è necessariamente chiuso, il capitolo Kawhi a Los Angeles invece sì. E Leonard sembra più interessato al prossimo che a continuare a parlare del precedente.

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