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Chris Paul non perdona i Clippers: “Mi hanno mancato di rispetto”

Il ritorno ai Clippers doveva chiudere il cerchio della carriera di Chris Paul. È invece diventato uno dei momenti più amari dei suoi 21 anni in NBA

A distanza di mesi, Chris Paul non ha ancora digerito il modo in cui si è chiusa la sua ultima esperienza con i Los Angeles Clippers. E il tempo, almeno per ora, non sembra aver cambiato molto le cose. CP3 è tornato a parlare di una separazione che continua a considerare profondamente irrispettosa, aggiungendo un altro capitolo a un periodo decisamente complicato per i Clippers, recentemente colpiti duramente dalla NBA per il caso Kawhi Leonard.

CP3 era tornato a Los Angeles con un significato particolare: chiudere la carriera NBA nella franchigia con cui aveva vissuto alcune delle stagioni più importanti della sua storia NBA. Il finale, però, è stato praticamente l’opposto di quello immaginato.

Nel corso della sua ultima stagione, infatti, i Clippers decisero di mandare Chris Paul a casa, separandolo dalla squadra prima di arrivare successivamente alla trade. Una gestione che già all’epoca aveva attirato parecchie critiche e che oggi Paul descrive senza troppi giri di parole.

Chris Paul: “Una delle cose più irrispettose che abbia mai vissuto”

Ospite del Build or Break Podcast, Chris Paul è tornato sul suo addio ai Clippers spiegando quanto quella situazione abbia pesato non soltanto su di lui, ma anche sulla sua famiglia.

La cosa interessante di tutta quella situazione è che probabilmente è stata una delle cose più irrispettose che abbia mai vissuto

Chris Paul

Parole pesanti, soprattutto considerando che arrivano da un giocatore che ha trascorso 21 anni in NBA e che di situazioni complicate ne ha affrontate parecchie.

Ne ho viste tante di cose assurde durante la mia carriera. Ora ho dei figli più grandi e una moglie che è molto coinvolta, conoscono quello che succede quotidianamente all’interno della squadra e dell’organizzazione. Ovviamente ero arrabbiato, ma lo erano anche la mia famiglia e tutte le persone vicine a me

Chris Paul

Il punto, per Paul, va oltre la semplice scelta tecnica dei Clippers. A fare male è stato soprattutto il trattamento ricevuto da una franchigia nella quale aveva investito moltissimo, dentro e fuori dal campo.

Credo sia soprattutto per tutto quello che abbiamo dato a questa squadra nel corso degli anni e poi vedere come è stata gestita la situazione. Ti fa capire che, indipendentemente da quello che fai o da quello che hai fatto, alla fine non interessa a nessuno

Chris Paul

CP3 aveva già giocato sei stagioni con la franchigia tra il 2011 e il 2017, diventando insieme a Blake Griffin e DeAndre Jordan il volto dell’era dei “Lob City Clippers”. Una squadra che non riuscì mai a raggiungere le Finals, ma che contribuì a cambiare completamente la percezione della franchigia.

Proprio per questo il suo ritorno aveva un valore diverso. Paul aveva scelto di tornare a Los Angeles nell’ultima fase della carriera, ma quello che avrebbe dovuto essere un ultimo capitolo celebrativo si è trasformato in una separazione parecchio dolorosa.

E dalle sue parole sembra evidente che il problema non sia stato tanto dover lasciare la squadra, quanto il modo in cui tutto è successo.

Il titolo NBA è l’unico grande traguardo che manca al suo palmarès, ma difficilmente cambierà il giudizio sulla sua carriera e sul suo futuro ingresso nella Hall of Fame.

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