Gallinari e il rimpianto NBA: “Forse sono il più grande what if”

Danilo Gallinari ripercorre la sua carriera NBA e torna sui tanti infortuni: dal sogno interrotto con Denver alla grande occasione mai vissuta con Boston.

Danilo Gallinari NBA

La carriera di Danilo Gallinari in NBA è stata lunga, importante e, allo stesso tempo, accompagnata da una domanda impossibile da evitare: fin dove sarebbe potuto arrivare senza tutti quegli infortuni?

A tornare sull’argomento è stato proprio il Gallo in una lunga intervista concessa a HoopsHype, nella quale ha ripercorso diversi momenti dei suoi 14 anni in NBA: dall’arrivo ai New York Knicks fino alle esperienze con Denver, Atlanta e Boston, passando per gli infortuni che hanno inevitabilmente cambiato più volte il corso della sua carriera.

Gallinari non sembra vivere nel passato, ma davanti ai tanti incroci della sua carriera non può fare a meno di riconoscere quanti scenari alternativi siano rimasti aperti.

Ogni tanto ne parlo con amici e familiari quando ripercorriamo la mia carriera. Purtroppo, soprattutto a causa degli infortuni, ci sono tantissimi “what if”. Non lo so, forse sono il più grande “what if” nella storia del gioco. È qualcosa che fa parte di una carriera NBA e non ci penso troppo

Danilo Gallinari

Una frase forte, soprattutto considerando che Gallinari non sta parlando di una carriera incompiuta. L’italiano ha giocato 14 stagioni NBA, mantenendo una media di 15.1 punti e vestendo la maglia di otto franchigie. Il punto è capire cosa sarebbe potuto succedere senza alcuni stop arrivati proprio nei momenti migliori.

Il grande rimpianto con i Denver Nuggets

Il primo gigantesco bivio porta alla stagione 2012/13. Quei Denver Nuggets vinsero 57 partite, George Karl fu nominato Coach of the Year e Masai Ujiri Executive of the Year. Gallinari, però, si ruppe il legamento crociato poco prima dei Playoff.

Ancora oggi, secondo il Gallo, quella squadra avrebbe potuto scrivere una storia completamente diversa.

Quando ne parlo con Masai Ujiri e coach Karl danno la colpa a me, perché mi ruppi il crociato proprio prima dei Playoff. Poi perdemmo contro Golden State, ma pensavamo di poter arrivare fino alle Finals. Se non mi fossi fatto male, magari quella stagione sarebbe andata diversamente e anche il percorso di Karl, Masai e dei Nuggets avrebbe potuto cambiare. È un altro enorme “what if”

Danilo Gallinari

Ed è probabilmente qui che nasce il vero rimpianto. Gallinari considera gli anni con i Denver Nuggets come il periodo del suo “prime“, ma proprio quando avrebbe potuto scoprire quale fosse realmente il suo massimo livello arrivò il primo grave infortunio al ginocchio.

Probabilmente non ho mai vissuto davvero il mio prime, perché non so quale sarebbe potuto essere. Mi operai alla schiena da rookie e poi, quando ero nel mio momento migliore a Denver, arrivò la rottura del crociato

Danilo Gallinari

Gallinari e il sogno Celtics mai iniziato

Anni dopo la storia si è ripetuta, forse in maniera ancora più crudele.

Nell’estate del 2022 Gallinari aveva scelto i Boston Celtics, trovando quella che ancora oggi considera una situazione praticamente perfetta per caratteristiche, ruolo e ambizioni. Prima ancora di iniziare la stagione, però, durante una partita con la Nazionale italiana arrivò la seconda rottura del legamento crociato.

Per Gallinari sono proprio i due infortuni al ginocchio i momenti che fanno più male ripensando alla propria carriera.

Torno sempre ai due crociati. Sono arrivati nelle uniche due occasioni in cui ero in una squadra che poteva davvero competere per il titolo: a Denver e quando firmai con Boston. Sono due cose che non dipendevano da una mia scelta, perché gli infortuni non puoi controllarli

Danilo Gallinari

Il secondo recupero, a 34 anni, è stato inevitabilmente più complicato del primo. E non soltanto dal punto di vista fisico: secondo Gallinari, la vera difficoltà nel recuperare da un grave infortunio è soprattutto mentale, perché la testa continua a riportarti al movimento con cui ti sei fatto male.

Boston, “il fit perfetto” per vincere il titolo

Gallinari non ha mai giocato una partita ufficiale con Boston, ma continua a pensare che quella potesse essere l’occasione giusta per conquistare un anello NBA.

Era davvero il fit perfetto. Per come era costruita la squadra, per il mio ruolo dalla panchina e per il modo in cui Boston aveva perso contro Miami. Sarebbe stato bellissimo giocare una delle mie ultime stagioni con i Celtics e provare a vincere il titolo

Danilo Gallinari

Quando Boston decise successivamente di inserirlo nell’operazione per Kristaps Porzingis, Gallinari rimase sorpreso ma comprese perfettamente la scelta della franchigia.

Se fossi stato nei Celtics avrei fatto la stessa cosa. Avevano un giocatore di 34 anni reduce dal secondo crociato e la possibilità di prendere Kristaps Porzingis. Per me era una scelta ovvia

Danilo Gallinari

Il vero errore? Milwaukee invece dei Clippers

Se sugli infortuni Gallinari non poteva avere alcun controllo, c’è invece una decisione che cambierebbe potendo tornare indietro.

Nell’ultima fase della sua carriera aveva infatti la possibilità di firmare un contratto biennale con i Los Angeles Clippers, ma preferì accettare un accordo annuale con i Milwaukee Bucks.

Uno dei più grandi rimpianti della mia carriera è aver scelto Milwaukee per un anno invece di firmare per due anni con i Clippers. Non so quante persone lo sappiano. Avevo quella possibilità e scelsi Milwaukee. Ripensandoci, probabilmente è stato l’errore più grande che abbia commesso

Danilo Gallinari

Una delle poche volte, quindi, in cui il “what if” di Gallinari non è legato a un infortunio o a qualcosa fuori dal suo controllo, ma a una decisione presa in prima persona. Una scelta che, a distanza di anni, il Gallo cambierebbe senza troppi dubbi. E di scenari del genere la NBA è piena: qui puoi recuperare i più grandi “what if” della storia NBA.

Alla fine, però, Gallinari non sembra voler lasciare che siano gli infortuni a raccontare tutta la sua storia. Quando gli viene chiesto come vorrebbe essere ricordato, la risposta è molto più semplice.

Come uno che ha dato tutto al basket, che ha giocato nel modo giusto, un grande compagno di squadra e, spero, un esempio per le generazioni più giovani

Danilo Gallinari

Forse il “what if” resterà per sempre. Ma resta anche una carriera NBA durata 14 stagioni, costruita continuando ogni volta a ripartire quando il fisico sembrava aver deciso di mettere un altro ostacolo sulla strada del Gallo.

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