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Caso Duren, Cunningham lo difende: “Lo capisco”

Nessun accordo tra Duren e i Pistons, ma Detroit non chiude la porta. Cunningham e Langdon raccontano due facce diverse della stessa medaglia

“È mio fratello” da una parte, “non gli parlo da tutta l’estate” dall’altra. Il Media Day dei Detroit Pistons ha mostrato due prospettive molto diverse sul caso Jalen Duren, ancora lontano dalla squadra mentre prosegue il braccio di ferro per il nuovo contratto.

Il lungo è eleggibile per un’estensione quinquennale da 287 milioni di dollari, ma le trattative con Detroit non hanno ancora portato a un accordo. Nel frattempo Duren ha saltato diverse attività estive della squadra, compresi gli allenamenti organizzati a San Diego da Cade Cunningham.

Un’assenza che, almeno per la stella dei Pistons, non ha rappresentato una sorpresa. Cunningham conosce bene la situazione vissuta dal compagno e ha spiegato di essere rimasto in contatto con lui:

Sì, abbiamo parlato. Abbiamo parlato molto. Mi sono trovato recentemente nella stessa situazione. Per me è una situazione difficile. Non hai molte persone nella tua vita che abbiano attraversato qualcosa del genere. Io mi sono sentito così e J.D. si sente così. Quindi sono la persona che lui sa essere passata attraverso una situazione simile. Stiamo semplicemente cercando di incoraggiarlo e sostenerlo nel modo di cui ha bisogno

Cade Cunningham

Cunningham ha ribadito lo stesso concetto parlando degli allenamenti di San Diego, spiegando che Duren lo aveva informato in anticipo:

No, perché capisco. Ci sono già passato e lui mi aveva parlato prima, ne avevamo discusso. Siamo a posto. Quindi non è stato un problema. Forse voi siete rimasti delusi, ma io no

Cade Cunningham

Il rapporto tra i due va però oltre quanto succede sul parquet e proprio per questo Cunningham preferisce non entrare nelle questioni economiche tra Duren e la franchigia:

È mio fratello. Dentro e fuori dal campo. Abbiamo combattuto insieme, ovviamente. Ma abbiamo anche cenato insieme. Ho conosciuto la sua famiglia e lui ha conosciuto la mia. La trattativa riguarda il front office e i suoi rappresentanti. Saranno loro a risolverla. Non ha niente a che fare con me. Quindi la cosa migliore che posso fare è esserci per lui, sostenerlo, incoraggiarlo e fare in modo che non si abbatta troppo in un momento così folle per lui

Cade Cunningham

Langdon: “Non parlo con Duren da tutta l’estate”

Se Cunningham ha raccontato di essere rimasto vicino al compagno, molto diversa è stata la situazione con il front office. Trajan Langdon, presidente delle basketball operations dei Pistons, ha ammesso di non aver avuto contatti diretti con Duren durante l’offseason:

Non ho parlato con il ragazzo per tutta l’estate, quindi non so come stiano le cose. Da parte mia, non gliene farò una colpa. Sarò molto contento di riaverlo. Ne sarei entusiasta. È stato una parte enorme del nostro successo e penso che continuerà a esserlo in futuro. Ma non posso controllare quello che fa lui o quello che fa il suo gruppo

Trajan Langdon

Parole che fotografano la distanza attuale tra le parti, senza però chiudere la porta a una possibile ricucitura. Langdon ha infatti ribadito che Detroit considera ancora Duren una pedina importante del proprio progetto:

Per me si tratta di controllare ciò che possiamo controllare. Quando tornerà, dovremo accoglierlo, fargli capire che è una parte fondamentale della squadra. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di essere la versione migliore di sé stesso e di aiutarci nel miglior modo possibile

Trajan Langdon

Il rapporto con lo spogliatoio, almeno stando alle parole di Cunningham, sembra quindi solido. Più complicato resta quello con la franchigia, con il contratto ancora al centro della discussione.

Detroit continua a lasciare aperta la porta al ritorno di Duren, ma resta da capire in quali condizioni: attraverso un accordo a lungo termine oppure con la qualifying offer da 9,6 milioni di dollari, che potrebbe portarlo verso la free agency nella stagione successiva.

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