Caso LeBron-Fanatics: spunta il ruolo di Topps e Rubin

Dopo il caso Clippers, Pablo Torre torna a occuparsi di LeBron James e Fanatics. Questa volta al centro c’è il possibile ruolo Topps e di Michael Rubin

LeBron James 76ers

Il trade di LeBron James ai Philadelphia 76ers continua a far discutere, ma questa volta il basket giocato c’entra poco. Al centro dell’attenzione c’è il rapporto tra il quattro volte campione NBA, Fanatics e Michael Rubin, ex proprietario di minoranza dei Sixers.

A sollevare nuovi interrogativi è stato Pablo Torre, il giornalista già noto per le sue inchieste sui Los Angeles Clippers e sul presunto aggiramento del salary cap legato a Kawhi Leonard.

Dopo essersi interessato all’utilizzo di un elicottero Fanatics da parte di LeBron per raggiungere Philadelphia da New York, Torre ha deciso di approfondire un altro aspetto della vicenda: il possibile ruolo di Rubin nella scelta di James di firmare con i Sixers.

LeBron ai Sixers, cosa c’entra Michael Rubin?

Il legame tra LeBron James e Fanatics non è una novità. Nel 2024, quando giocava ancora con i Lakers, il quattro volte MVP aveva firmato un accordo commerciale con l’azienda, che secondo alcune ricostruzioni gli garantirebbe anche l’accesso ai suoi servizi di trasporto aereo.

Proprio un elicottero marchiato Fanatics sarebbe stato utilizzato da James per spostarsi tra New York, dove ha scelto di continuare a vivere, e Philadelphia, sede degli allenamenti e delle partite dei Sixers.

A incuriosire Torre, però, è soprattutto la posizione di Michael Rubin, fondatore e CEO di Fanatics, che fino al 2022 possedeva una quota dei Philadelphia 76ers, poi ceduta per evitare possibili conflitti d’interesse.

Secondo quanto riferito dal giornalista, alcune fonti vicine alla NBA si starebbero chiedendo se Rubin abbia avuto un ruolo decisivo nel convincere LeBron a trasferirsi a Philadelphia, magari proprio durante il Fanatics Fest.

Alcune fonti all’interno della Lega si stanno chiedendo se Michael Rubin, ex proprietario di minoranza dei Sixers, abbia convinto LeBron a firmare con Philadelphia durante il Fanatics Fest

Pablo Torre

A rendere la situazione ancora più interessante è il contratto firmato da James con i Sixers: 8 milioni di dollari complessivi per due stagioni, una cifra decisamente inferiore rispetto ai suoi precedenti accordi NBA.

Torre vuole quindi approfondire i rapporti commerciali tra le parti e capire se esistano elementi rilevanti dal punto di vista delle regole salariali della Lega.

Al momento, però, non sono emerse prove di irregolarità né risulta annunciata un’indagine ufficiale della NBA sul caso LeBron-Fanatics. Si tratta di interrogativi sollevati dal giornalista, non di violazioni accertate.

LeBron ai Sixers, anche l’annuncio di Topps fa discutere

A incuriosire ulteriormente Torre c’è anche il modo in cui è stato annunciato l’arrivo di LeBron a Philadelphia. A dare per prima la notizia, infatti, non è stato uno dei soliti insider NBA, ma Topps, l’azienda di carte collezionabili controllata proprio da Fanatics.

La società ha presentato una speciale card di James con la maglia dei Sixers, anticipando di pochi secondi la comunicazione di Shams Charania e dello stesso giocatore. Una scelta decisamente insolita per una trade di questa portata, che ha spinto Torre a interrogarsi ancora di più sul ruolo di Fanatics nell’intera operazione. Un dettaglio curioso, insomma, ma che da solo non dimostra alcuna irregolarità.

Carmelo Anthony difende LeBron: “I proprietari fanno la spia”

Le nuove indiscrezioni non sono passate inosservate e a prendere posizione è stato anche Carmelo Anthony, grande amico di LeBron ed ex stella NBA.

Durante un intervento sulla vicenda, Melo ha difeso James, criticando soprattutto chi avrebbe alimentato i sospetti attorno ai suoi spostamenti e ai rapporti con Fanatics.

Anch’io prenderei un elicottero per andare da New York a Philadelphia alle sei, sei e mezza del mattino. […] I proprietari fanno la spia

Carmelo Anthony

La questione, però, per Torre va oltre il mezzo di trasporto: il punto è capire se gli accordi commerciali esterni al contratto NBA abbiano avuto qualche collegamento con il trasferimento del giocatore.

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