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Lendeborg provoca ancora Doncic: “Non è Michael Jordan dai”

Il trash talking con Doncic continua a far discutere, ma Lendeborg non cambia idea. E alle critiche risponde con una frase piuttosto diretta

Yaxel Lendeborg non sembra proprio il tipo che si lascia intimidire. Dopo il botta e risposta con Luka Doncic durante la sfida tra Warriors e Lakers, il rookie di Golden State è tornato sull’argomento, rispondendo a chi lo ha criticato per aver provocato uno dei giocatori più forti della NBA.

E a giudicare dalle sue parole, non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro.

La gente dice che non dovrei parlargli in quel modo. Lui dirà quello che vuole e io farò lo stesso. Non ho paura di parlare con nessuno. Non è Michael Jordan, dai

Yaxel Lendeborg

Tutto è cominciato durante il suo debutto NBA contro i Lakers, quando tra Lendeborg e Doncic sono volate parole piuttosto pesanti. E la discussione non si è fermata al parquet, visto che il rookie ha poi rincarato la dose anche davanti ai giornalisti.

Su questo, però, Lendeborg ha ammesso di aver forse esagerato, facendo una distinzione tra quello che succede in campo e quello che viene detto dopo la partita.

È trash talking, fa parte del divertimento. Credo di aver un po’ esagerato con le dichiarazioni ai media, ma ormai è andata

Yaxel Lendeborg

A Golden State, intanto, Stephen Curry e Draymond Green si sono schierati dalla sua parte. Green, in particolare, lo ha incoraggiato a continuare a essere se stesso, senza farsi condizionare dalle critiche.

E Lendeborg ha voluto rispondere anche a chi ha tirato in ballo la sua età, visto che a 24 anni è un rookie decisamente più grande rispetto alla media.

Ho 24 anni, gioco nella NBA e faccio il lavoro più bello del mondo. Ho appena fatto trasferire mia madre in California. Sto vivendo un sogno. Sarò sempre me stesso: è così che sono stato cresciuto

Yaxel Lendeborg

Al di là delle parole, Lendeborg sta iniziando a farsi notare anche per quello che combina in campo. Contro Memphis ha chiuso con 18 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi, una prestazione decisamente interessante nonostante la sconfitta dei Warriors, ancora senza vittorie dopo le prime due partite.

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