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James Dolan parla dell’esonero di Thibodeau: “Dovevamo evolverci”

A margine della sconfitta contro i Pistons, il proprietario dei Knicks rompe il silenzio spiegando le ragioni dell’esonero di Tom Thibodeau durante l’off-season

James Dolan ha deciso di parlare. E quando il proprietario dei Knicks prende il microfono, difficilmente passa inosservato. Dopo quasi tre anni di silenzio, è tornato a spiegare la sua visione e lo ha fatto senza troppi giri di parole: per New York questa è una stagione da Finals o niente. O si arriva in fondo, o sarà un fallimento.

Nel farlo, Dolan ha anche riaperto il capitolo più discusso dell’estate: l’esonero di Tom Thibodeau. Una decisione che aveva spiazzato tutti, soprattutto perché l’allenatore aveva appena costruito una squadra solida e vincente, capace di tornare alle Eastern Conference Finals dopo venticinque anni. E infatti Dolan non lo nega:

La squadra è stata costruita davvero sulle spalle di Tom Thibodeau. È lui che ha creato quel nucleo. Siamo arrivati dove siamo arrivati l’anno scorso. Quindi bisogna togliersi il cappello davanti a Tom e al lavoro che ha fatto. Ma siamo arrivati alla conclusione che avevamo un’idea precisa di come volevamo organizzare la squadra. E questo significava che dovevamo evolverci, andando oltre le vecchie formule tradizionali di coaching

James Dolan

Thibodeau ha messo le basi, creato il nucleo, dato identità alla squadra. Ma, secondo il proprietario, non bastava più.

Le ragioni dell’esonero di Thibodeau

Il problema non era il campo, ma il metodo. Troppa poca collaborazione, poca attenzione allo sviluppo a lungo termine. In una NBA che cambia velocemente, Dolan vuole un’organizzazione più ampia, più condivisa, dove far crescere i giocatori è importante quanto vincere subito. Un’idea che ha portato alla separazione, nonostante i risultati.

Nell’NBA è quasi impossibile farlo. Devi crescere il talento in casa, e questo ti permette anche di costruire valore per eventuali trade. Ed è un lavoro di squadra: ci sono letteralmente 20 persone dedicate in modo specifico allo sviluppo dei giocatori e alla traduzione della strategia sul campo. Ed è fondamentale per lo sviluppo di una franchigia. E a Tom lo sviluppo piaceva, ma non fino a fondo

James Dolan

E sulle possibilità di trade per Giannis Antetokounmpo

No, non ci sarà una rivoluzione. Dolan ha spento subito le voci su una possibile trade per Giannis Antetokounmpo e ha ribadito di credere molto nel roster attuale

Amiamo la squadra che abbiamo adesso. C’è chimica, vanno tutti d’accordo. Non ho mai visto uno spogliatoio così sereno. C’è tanta energia. Leon (Rose, Presidente dei Knicks, ndr) può sempre scavalcarmi, ma non vedo grandi cambiamenti all’orizzonte. Dobbiamo continuare a costruire questo gruppo. Questo gruppo può vincere un titolo. Io ci credo

James Dolan

Ora la panchina è nelle mani di Mike Brown, chiamato a fare l’ultimo passo. Nonostante la squadra stia attraversando un periodo turbolento di sei sconfitte nelle ultime undici gare, i primi risultati sono già arrivati: la vittoria della NBA Cup, in cui Jalen Brunson ha vinto l’MVP, e il terzo posto nella Eastern Conference (23-13). Ecco perché serve rifinire, non ricostruire. A New York, dopo anni di attese e promesse, i tifosi aspettano un Titolo che manca dal 1973.

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