L’era dei Warriors è finita? 5 risposte per il futuro dei GSW

Il futuro di Stephen Curry, Draymond Green e Steve Kerr ai Warriors non è più garantito: l’off-season dei GSW è piena di domande che definiranno il futuro della Dynasty

Stephen Curry dopo l'eliminazione dei Warriors contro i Suns ai Play-In

Oltre questo punto, c’è solo la storia. Golden State è arrivata alla fine di un’era irripetibile e quell’abbraccio di Steve Kerr a Stephen Curry e Draymond Green non racchiude soltanto – si fa per dire – 4 Titoli e 708 vittorie.

È la chiusura malinconica, ma doverosa, se davvero deciderà di lasciare, di un cerchio che Kerr stesso aveva aperto creando un trio che ha cambiato per sempre la storia del basket.

Questa fine si era annunciata già a stagione in corso con gli infortuni di Jimmy Butler e poi di Steph Curry. Solo l’orgoglio teneva GSW appesa a un miracolo, ma l’eliminazione con i Suns ha definitivamente messo fine ad agonia – e false speranze.

Se gli innesti di Butler e Porzingis avevano ridato luce ai piani di breve-medio termine, ora la prospettiva non è poi così chiara e la franchigia deve far fronte a un interrogativo rivelatore: quanto ancora i Warriors tireranno la corda?

L’incontro tra Kerr e dirigenza farà più chiarezza sul futuro della direzione tecnica e quello dell’intera franchigia.

Cinque domande e altrettante risposte per provare a tratteggiare il post-Dynasty nella Baia.

Kerr sarà ancora il capo allenatore?

Se Kerr e Warriors non avessero intenzione di proseguire insieme, probabilmente non avrebbero bisogno di incontrarsi. Nella Baia si dice che le due parti siano ancora allineate sulla strada da intraprendere. Non potrebbe essere altrimenti per un sodalizio che ha portato così tanto successo.

Forse è arrivato il momento di scambiare Dramyond Green

Dopo lo scambio di Jonathan Kuminga, il numero 23 è il prossimo indiziato. Alla trade deadline l’aveva già messo in conto, quasi a far intendere che sarebbe stato pronto a salutare San Francisco. Golden State ha 27 milioni di motivi per offrirlo ad altre franchigie e se vorranno puntare a un nome dall’ingaggio pesante, inserire Green sarebbe la mossa più logica da seguire.

Porzingis è soltanto un ospite di passaggio?

In 16 gare, da quando è arrivato nella Baia, Kristaps Porzingis ha mostrato sprazzi decisivi con il suo tiro da tre punti e il suo impegno difensivo, ma l’integrità fisica resta un’incognita. Il rinnovo è possibile, ma lontano dai 60 milioni che Boston gli ha offerto nel 2023. Resta il rammarico per l’intesa con Curry mai sbocciata: d’altronde hanno giocato soltanto 14 minuti insieme…

I Warriors possono sempre contare su Curry?

L’usura accumulata in 17 stagioni nella lega ha cominciato ad emergere palesemente. L’infortunio al ginocchio ha messo in evidenza che Steph non può più tirare fuori dai guai i Warriors da solo. È un adattamento che lui e GSW dovranno affrontare.

LeBron o Giannis: conviene davvero andare a caccia di superstar?

Se LeBron e Kawhi restano suggestioni frenate da vincoli salariali e scambi complessi, Giannis sarebbe il ponte ideale, l’alleato per l’ultimo assalto al Titolo di Curry e l’erede per la sua Dinastia. Chiaramente il front office non vuole svendere il futuro (una trade richiederebbe almeno 4 pick), ma se poi si dovesse presentare l’occasione…

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