Loading

Joel Embiid e la mal digerita trade di McCain

I Philadelphia 76ers affrontano un momento delicato dopo i playoff, tra cambi dirigenziali e tensioni interne. Al centro del caso c’è Joel Embiid, scontento per alcune decisioni di mercato

Terminata con uno sweep al secondo turno la corsa playoff dei Philadelphia 76ers, le luci della ribalta si sono subito spostate lontano dal campo, in particolare verso il proprietario Josh Harris, che ha confermato la guida tecnica di Nick Nurse, ma ha sollevato dall’incarico di President of Basketball Operations Daryl Morey.

Mentre Bob Myers continua a vagliare ogni possibile pista per definire il successore, un nuovo retroscena con al centro il volto della franchigia, Joel Embiid, si è fatto spazio nelle ultime ore.

A lanciarlo la firma di The Athletic, Tony Jones, che ritiene delusa la stella di Philadelphia a proposito del recente operato della franchigia.

Embiid e alcuni suoi compagni sono stati scontenti per la decisione di spedire McCain ai Thunder

Tony Jones

Secondo Jones, una volta appresa la volontà di Morey e soci di inserire McCain in una trade, Embiid avrebbe implorato il front office di trovare altre soluzioni per scendere sotto la luxury tax.

La mossa che ha portato la guardia classe 2004 a raggiungere i campioni in carica e consegnato ai Sixers una scelta al primo giro e tre al secondo nel prossimo Draft è infatti servita a bloccare nuove sanzioni, allargare lo spazio salariale e promuovere il sempre più coinvolto Dominick Barlow da un two-way contract a un contratto standard.

Lo sviluppo e le responsabilità assegnate a V.J. Edgecombe, nonché l’affidabilità garantita da Quentin Grimes, hanno ulteriormente incentivato il front office a percorrere questa strada.

Eppure, al di là delle congetture esterne, lo spirito dell’ultima mossa di Josh Harris è chiarissimo: assicurarsi che leader, giocatori, panchina e franchigia viaggino tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

Leggi anche

Failed to load data