Duren, perché dire no a 200 milioni era una follia

200 milioni garantiti oppure 9.6 milioni e la libertà nel 2027? Duren aveva davanti due strade molto diverse, ma i conti raccontano una storia sorprendente

Jalen Durent Pistons 200 milions

200 milioni garantiti subito oppure una stagione da 9.6 milioni per provare a prendersi il massimo nell’estate 2027? Questo era il bivio davanti a Jalen Duren prima della firma con i Detroit Pistons. Due strade apparentemente lontanissime, ma che facendo due conti avrebbero portato il lungo praticamente alla stessa cifra nei prossimi cinque anni.

Detroit aveva messo sul tavolo un contratto da 200 milioni di dollari completamente garantiti per cinque stagioni. Duren poteva però rifiutarlo, accettare la qualifying offer da appena 9.6 milioni e diventare unrestricted free agent nell’estate 2027.

Una scelta rischiosissima, ma con un potenziale premio enorme: arrivare sul mercato senza restrizioni e provare a strappare un nuovo massimo salariale.

Duren, la differenza era di appena 1.2 milioni

È qui che i numeri diventano interessanti. Accettando Detroit, Duren avrebbe incassato circa 34.5 milioni nel 2026/27, per poi salire progressivamente fino ai 45.5 milioni dell’ultima stagione, arrivando ai 200 milioni complessivi.

Con la seconda strada avrebbe invece giocato questa stagione per 9.6 milioni, per poi puntare a un quadriennale al massimo salariale da un’altra squadra nell’estate 2027.

Ipotizzando di riuscire davvero a ottenere il massimo, il conto sarebbe stato questo: 9,6 milioni quest’anno, poi circa 44, 46.2, 48.4 e 50.6 milioni nelle quattro stagioni successive. Totale? Circa 198.8 milioni di dollari.

In pratica, dopo cinque anni Duren avrebbe comunque guadagnato circa 1.2 milioni in meno rispetto all’offerta già garantita dai Pistons.

Ed è proprio qui che la scommessa diventava complicata. Per arrivare a quei 198.8 milioni, Duren avrebbe dovuto rinunciare subito a quasi 25 milioni, giocare un’intera stagione senza la sicurezza di un contratto lungo e sperare di arrivare all’estate successiva sano e con un valore abbastanza alto da convincere qualcuno a offrirgli il massimo.

Con Detroit, invece, i 200 milioni erano già lì e completamente garantiti.

Il problema con Detroit andava oltre i soldi

Se fosse stata soltanto una questione economica, quindi, la scelta sarebbe sembrata piuttosto semplice. Ma durante la trattativa Duren avrebbe maturato parecchia frustrazione nei confronti dei Pistons, arrivando secondo alcuni report a sentirsi poco rispettato dal modo in cui erano stati gestiti i negoziati.

Uno dei principali punti di scontro riguardava anche alcune clausole legate al peso presenti nelle precedenti offerte. Un problema che Detroit avrebbe poi eliminato: nella proposta finale da 200 milioni non erano più presenti clausole di questo tipo e l’intera cifra era garantita.

Duren si trovava quindi davanti a una scelta che andava ben oltre il semplice “200 milioni contro 9.6”. La qualifying offer gli avrebbe dato la possibilità di riprendersi completamente il controllo del proprio futuro e scegliere una nuova squadra nel 2027, ma mettendo sul tavolo un rischio enorme.

Alla fine i conti hanno probabilmente aiutato parecchio: rischiare un’intera stagione per provare a guadagnare, nella migliore delle ipotesi, praticamente gli stessi soldi non era una scommessa così invitante. Duren ha scelto i 200 milioni già garantiti da Detroit e ha chiuso una delle trattative più tese dell’estate.

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