I Thunder sono battibili: analisi della prima vera crisi di OKC

Contrariamente a quanto si poteva pensare dopo le prime 25 partite di stagione, non solo OKC può perdere, ma può farlo anche in due gare consecutive. Cerchiamo di capire come sia possibile

Mark Daigneault Shai

Sei sconfitte nelle ultime dodici partite per gli Oklahoma City Thunder, che restano la favorita al titolo con il miglior record della lega, ma appaiono in netta e recente frenata, dopo aver vinto 24 delle prime 25 partite stagionali.

I periodi di flessione non solo sono leciti, ma possono aiutare a correggere problemi altrimenti invisibili, quando l’obiettivo è confermarsi sulla vetta della NBA. Tuttavia, dopo tre gare perse con San Antonio, due sfide episodiche contro Portland e Minnesota, e due sconfitte consecutive a Phoenix e contro Charlotte, la squadra di coach Daigneault mostra vulnerabilità significative.

È evidente che i Thunder non sono imbattibili, e seguendo un piano preciso è possibile pensare di avere la meglio anche in ottica playoff.

Le sconfitte con Suns e Hornets

Contro Charlotte, Shai Gilgeous-Alexander ha chiuso con appena 21 punti, tirando 7 su 21 dal campo. La squadra ha registrato un pessimo 37% complessivo e 28% dall’arco. I Thunder hanno segnato solo 17 punti nel secondo quarto e 21 nel terzo, subendo rispettivamente 34 e 32 punti.

L’assenza di Hartenstein si è fatta sentire: i Thunder hanno perso a rimbalzo 52 a 33, pur vincendo nei rimbalzi offensivi 13 a 12. Inoltre, Charlotte ha tirato 19 su 37 da tre punti, evidenziando sia una serata ispirata degli avversari sia difficoltà difensive di OKC.

Dati simili emergono dalla sconfitta contro Phoenix: i Suns hanno dominato a rimbalzo 49 a 29, costringendo Shai a 8 su 22 dal campo e limitando i Thunder al 31% complessivo dall’arco. Nonostante la pressione difensiva di OKC abbia generato palle perse forzate, i Suns hanno trovato soluzioni efficaci grazie a tiri eroici e alta intensità difensiva, consolidando la vittoria in rimonta.

La trazione difensiva dei Thunder

Nonostante alcune lacune a rimbalzo, la pressione difensiva di OKC compensa spesso con possessi extra. Ridurre i margini di errore è essenziale per affrontare i Thunder. La loro difesa sulla palla genera palle perse e fretta nell’esecuzione avversaria, trasformate in punti grazie a un ritmo di gioco costante e a un playmaker di alto livello come Shai Gilgeous-Alexander, letale nel creare spazi per tiri ad alta efficienza.

Punti deboli degli Oklahoma City Thunder

La squadra dipende fortemente da Shai come creatore principale. Alle sue spalle, i Thunder hanno solo Ajay Mitchell come alternativa di ball-handling, mentre Nikola Topic è assente per motivi medici e Jaylin Williams non è un playmaker naturale.

Intorno a SGA ci sono diversi tiratori, ma pochi realizzatori naturali dall’arco, con l’eccezione di Isaiah Joe. Per mettere in difficoltà OKC, è necessario replicare la loro aggressività difensiva, limitando Shai e prevenendo l’impatto delle seconde opzioni offensive come Williams e Holmgren.

Stazza e pressione per limitare i Thunder

Difensori fisicamente solidi sono fondamentali per contrastare Shai e il supporting cast. Bloccare la penetrazione con un dominatore d’area come Wembanyama o Gobert, evitare falli e limitare tiri liberi sono strategie chiave.

Anche squadre senza rim protector di livello possono ridurre l’efficienza dei Thunder grazie a stazza e pressione sugli esterni, creando difficoltà nell’esecuzione offensiva.

Uno sguardo al mercato

Nonostante il roster lungo, alcuni correttivi potrebbero rendere OKC meno vulnerabile, soprattutto in ottica playoff. L’assenza di Hartenstein e Williams ha evidenziato problemi a rimbalzo e in difesa; un lungo aggiuntivo potrebbe aiutare.

Inoltre, un’alternativa a SGA nel ruolo di palleggiatore, come il ritorno di Topic, potrebbe bilanciare l’attacco. Con asset e libertà di mercato, la squadra ha opportunità per migliorarsi e affrontare il rush finale più serena.

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