Non i Clippers, Chris Paul sceglie gli Spurs: “Miglior organizzazione NBA”
Nonostante una sola stagione in Texas, CP3 ha definito gli Spurs la miglior realtà della sua esperienza NBA, esaltando cultura e mentalità del gruppo
Proprio qualche giorno fa, dopo 21 stagioni nella NBA, Chris Paul ha annunciato ufficialmente il ritiro dal basket giocato.
Nel corso della sua esperienza nella lega, l’ex Clippers ha vestito la maglia di sette franchigie diverse. In un recente intervento, CP3 ha spiegato di non avere dubbi su quale sia stata la miglior organizzazione NBA di cui abbia mai fatto parte.
Durante un’apparizione al “TheTyLilShow”, ripercorrendo le varie tappe del suo percorso, il prodotto di Wake Forest University non ha esitato a definire i San Antonio Spurs come:
La miglior organizzazione per cui io abbia mai giocato
Chris Paul sui San Antonio Spurs (via TheTyLilShow)
Sebbene in Texas abbia trascorso una sola stagione, peraltro all’età di 39 anni, le parole dell’ex playmaker chiariscono il tipo di ambiente trovato a San Antonio.
Con un ruolo ben definito da veterano chiamato a guidare e far crescere giovani come Stephon Castle e Victor Wembanyama, Paul ha individuato nella mentalità degli Spurs il contesto ideale per valorizzare le proprie caratteristiche.
Storicamente, gli Spurs si distinguono per una cultura costruita nel tempo, plasmata da una figura simbolo come Gregg Popovich, che ancora oggi rappresenta l’identità dell’organizzazione.
In un ambiente in cui cultura del lavoro, leadership e gioco di squadra sono principi centrali, Chris Paul si è inserito perfettamente nei meccanismi della squadra, arrivando a disputare tutte le 82 partite di regular season: un traguardo mai raggiunto prima nella sua lunga permanenza nella lega.
Nelle 82 presenze con la maglia degli Spurs, ha fatto registrare 8.8 punti e 7.4 assist di media, tirando con il 42.7% dal campo e il 37.7% da tre punti.
Numeri lontani dai picchi toccati nella sua prima esperienza ai Los Angeles Clippers, ma sufficienti a testimoniare continuità e impatto in una fase diversa della sua percorso professionale. Una parentesi che, per contesto e significato, resterà tra le più apprezzate della sua lunga storia nella NBA.