I Knicks hanno salvato il basket da Wembanyama

Secondo l’analista NBA, il trionfo dei Knicks evita che la lega si focalizzi esclusivamente sullo sviluppo di contromisure tattiche per arginare il dominio di Wembanyama

Victor Wembanyama NBA Finals 2026

Ci sono voluti cinquantatre anni di delusioni, promesse e stagioni da incubo, ma alla fine il Madison Square Garden è tornato a essere l’ombelico del mondo del basket. Con la vittoria in Gara-5 per 4-1 sui San Antonio Spurs, i New York Knicks si sono laureati campioni NBA 2026, mandando in estasi una città che non vedeva l’anello dal 1973.

Non è stato solo il trionfo della squadra di Mike Brown contro i pronostici della vigilia; è stata la vittoria che, secondo gli analisti americani, ha letteralmente “salvato” la pallacanestro dalla dittatura tecnica del giocatore del futuro, Victor Wembanyama.

L’editoriale perfetto di questa storica cavalcata lo ha firmato il volto di ESPN, Stephen A. Smith. Il giornalista newyorkese, visibilmente commosso e scatenato per il titolo della sua squadra del cuore, ha spiegato sul canale X dell’emittente perché questo verdetto sia la cosa migliore capitata alla lega:

Jalen Brunson e i New York Knicks hanno salvato la NBA con questo titolo. Seguitemi nel ragionamento: se avessero vinto gli Spurs, l’intera NBA avrebbe passato la prossima estate a evolvere i propri schemi su un unico quesito: come abbattiamo l’alieno? Come si ferma quel mostro di 2 metri e 25 che arriva dalla Francia?

Stephen A. Smith

Il verdetto del campo ribalta completamente le gerarchie e le previsioni di inizio anno. Nessuno, all’inizio dei Playoff 2026, vedeva i Knicks sul tetto del mondo.

E invece indovinate un po’? Un play di un metro e ottanta, che non è certo il giocatore più atletico del mondo sopra il ferro, perché non è quello il suo gioco, ma dotato di una sapienza cestistica celestiale, un QI superiore e un gioco di piedi straordinario, ha trascinato questa squadra al titolo

Stephen A. Smith

Tutti gli scommettitori davano per favorita la vincente delle finali della Western Conference tra Spurs e Thunder, considerate le vere corazzate della stagione. Invece, New York ha smentito gli scettici e si presenterà ai nastri di partenza della prossima stagione come la squadra da battere a Est.

Al centro di tutto c’è lui, Jalen Brunson, eletto all’unanimità MVP delle Finals dopo la sontuosa prestazione da 45 punti nella gara che ha chiuso la serie e la stagione.

New York ha finalmente trovato il suo salvatore. Cinquantatré anni dopo, la maledizione del Garden è stata spezzata, e le lacrime di gioia di Manhattan cancellano decenni di frustrazioni.

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