Consigli Dunkest: la squadra dell’Admin per la G1

La squadra dell’Admin prende forma: tra scommesse, giocatori irrinunciabili e dubbi dell’ultimo minuto, ecco le mie scelte per la G1 di Dunkest

Consigli Fantabasket NBA Dunkest

Quello che posta su Instagram adesso è costretto a fare punti.

Ciao, sono Domenico Borracci, il vostro amichevole Admin di quartiere, e per tutta la stagione NBA 2026/27 vi porterò dentro la mia squadra Dunkest, raccontandovi acquisti, conferme, dubbi dell’ultimo minuto e, inevitabilmente, qualche scelta di cui finirò per pentirmi.

L’idea è semplice: la squadra è la mia, le scelte pure e sapete già dove trovarmi. Quando andrà bene proverò a darmi un tono, quando andrà male toccherà presentarsi ugualmente e timbrare il cartellino.

Niente formule magiche o promesse di punteggi astronomici: vi racconterò come costruisco la formazione, perché punto su determinati giocatori e quali rischi sono disposto a prendermi. Magari ci scappa anche qualche consiglio utile per le vostre squadre.

Partiamo dalla Giornata 1. E speriamo di non doverci pentire troppo presto.

Si parte dai lunghi: Kessler ed Edey mi convincono, ma…

Per costruire la mia prima squadra ho deciso di partire da due centri che, almeno sulla carta, possono garantire un buon rapporto tra prezzo e rendimento: Walker Kessler (10.5 cr) e Zach Edey (9.5 cr).

Il primo è approdato ai Lakers e la presenza di Doncic potrebbe diventare una miniera d’oro per le sue fantamedie.

Contro Golden State mi aspetto rimbalzi, stoppate e tanta presenza sotto canestro, l’unico dubbio riguarda i quintetti mobili dei Warriors, che potrebbero trascinarlo lontano dal ferro. D’altra parte, trovare qualcuno in grado di contrastarne la fisicità non sarà semplicissimo.

Su Edey, invece, il ragionamento parte soprattutto dall’avversario. Utah senza Nurkic rappresenta un’occasione interessante per il lungo di Memphis, che nelle poche partite disputate la scorsa stagione ha già dimostrato di poter incidere e non poco.

La presenza di Boozer attirerà inevitabilmente attenzioni e possessi, ma 9.5 crediti sono un ottimo investimento se Edey trova abbastanza spazio per farli fruttare.

Davis da Ala e Hachimura sono le scommesse che voglio fare

Tra le varie ali ho scelto due giocatori per motivi abbastanza differenti.

Dopo un ballottaggio dal tempo indefinito con Jalen Johnson (19.0 cr), ho scelto di puntare a 3 crediti in meno su Anthony Davis (16.0 cr), scelta che già farà discutere, ma il motivo non tarderà ad arrivare.

Contro una Milwaukee ancora in ricostruzione mi aspetto che possa far valere il proprio talento, soprattutto giocando da ala grande anziché da centro. Sulla carta potrebbe complicare ulteriormente gli accoppiamenti dei Bucks, e anche se sedici crediti restano un investimento importante, per questa prima giornata decido di spenderli qui.

Con Rui Hachimura (8.5 cr), invece, mi prendo qualche rischio in più: il giapponese ha cambiato sponda di Los Angeles, passando ai Clippers, e nel marasma di problemi della squadra potrebbe ritrovarsi con responsabilità offensive decisamente maggiori rispetto al passato.

Dopo anni trascorsi come ultima opzione offensiva, dietro probabilmente anche ai magazzinieri, non sarebbe una cattiva notizia.

Senza Ingram, contro Sacramento e a un prezzo ancora interessante, voglio dargli fiducia. Anche perché ha chiuso gli ultimi playoff e iniziato la preseason con una mano caldissima, e se c’è un momento per scommettere sul suo talento offensivo, potrebbe essere proprio questo.

L’altro ingresso dell’ultimo minuto è stato Aaron Gordon (8.5 cr), in sfavore di Brandon Miller, grazie ad un T3 che, seppur contro OKC, potrebber confermarlo l’uomo degli esordi.

Gordon ha una certa abitudine a presentarsi ai debutti con qualcosa da raccontare, grazie ai 33.5 FPT di media agli esordi nelle ultime sei stagioni. Il confronto resta ostico, ma la scorsa stagione contro i Thunder ha firmato una doppia doppia da 23 punti e 10 rimbalzi, un precedente pronto a scottarmi, che mi dà un motivo concreto per provarci.

A questo prezzo accetto il rischio e mi tengo una carta valida da giocare in T3, spalmando le chance su più turni (che è sempre cosa buona e giusta). Poi, se vuole ripresentarsi con oltre 60 FPT come l’anno scorso, non sarò certo io a rovinargli la tradizione, perché il foglio Excel e le statistiche, purtroppo, da soli non difendono nessuno.

Tranquilli, ci sono ancora diverse scelte importanti, ed anche a basso costo con cui rifarsi, direttamente dai meandri del sottobosco.

Reaves costa tanto, quanto Haliburton, quindi perchè non entrambi?

Austin Reaves (14.5 cr) sarà, a parimerito, il secondo giocatore più costoso della mia formazione e, di conseguenza, mi aspetto tanto da lui soprattutto perchè senza LeBron, e al fianco di Doncic, ha già dimostrato di poter aumentare la propria produzione statistica.

Contro Golden State avrà la possibilità di gestire tanti possessi e, almeno nelle mie intenzioni, trasformarli in un bel bottino di punti. Sperando che più palloni non significhino anche troppe palle perse: nel prezzo, purtroppo, non è compresa l’assicurazione.

Ecco il motivo per cui ho rimesso mano ai conti, Tyrese Haliburton (14.5 cr), non chiedetemi di confessarvi chi ci sarebbe stato al suo posto, lo farò tra pochi minuti. L’infortunio della scorsa stagione contribuisce a renderne la quotazione invitante: compro un potenziale importante a un prezzo che mi convince.

Affronta New Orleans e mi aspetto tante opportunità per segnare e mettere in ritmo i compagni, con quel potenziale da tripla doppia che rende difficile ignorarlo. Potenziale, appunto: dopo un’assenza così lunga, continuità e ritmo partita restano elementi da verificare in gare che non siano di Preseason: incluso nel prezzo c’è anche questa incertezza.

La scelta del coach: meglio andare sul sicuro?

Sui coach vorrei evitare esperimenti troppo fantasiosi, almeno all’inizio.

Rick Carlisle (8.5 cr) è il nome che dà maggiori garanzie, visto il ritorno al completo di Indiana, ve lo consiglio per mettere il risultato in cassaforte. Del resto, sui coach non si scherza, parola anche del campione.

Ma, anche se per pochi crediti, devo virare sul’alternativa. Brian Keefe (7.5 cr) costa leggermente meno e guida una Washington che, almeno sulla carta, può contare su un gruppo dal talento indiscusso. Young, Davis, Dybantsa e Sarr, tutti sani per il momento, rappresentano un insieme di nomi decisamente interessante.

Dall’altra parte c’è Milwaukee, alla prima stagione senza Giannis e ancora alle prese con la costruzione del proprio nuovo progetto. Un credito risparmiato magari non cambia la vita, ma a Dunkest anche i piccoli dettagli possono tornare utili.

Pochi crediti, tante speranze: le occasioni che voglio sfruttare

Una squadra non si costruisce soltanto con i nomi più costosi. Anzi, spesso sono proprio i giocatori da pochi crediti a fare la differenza tra una buona giornata e una da dimenticare: Il primo che ho cerchiato è Egor Demin (6.0 cr).

A Brooklyn dovrebbe avere maggiori responsabilità con il pallone in mano e i segnali mostrati in preseason sono incoraggianti. Contro Charlotte potrebbe già avere l’occasione di dimostrare quanto sia cresciuto.

Naturalmente, quello che funziona in preseason deve poi essere confermato quando le partite iniziano a contare davvero. E magari utilizzarlo nel suo ruolo, anziché da ala, potrebbe aiutare a non snaturarlo. Vero, Nets?

Questo, questo era il punto in cui avreste letto di lui: Ben Simmons (6.0 cr) era il predestinato a prenderselo, ma l’infortunio ai blocchi di partenza mi ha costretto a rimettere tutto in discussione. Lo scambio con Haliburton porta all’ultimo ingresso: Dean Wade (5.0 cr), che soprattutto grazie al calendario, guadagnerà il ruolo di capitano temporaneo per la T1.

Seppur sia una scelta che nasce anche dalla gestione della giornata, il potenziale per rendersi utile e portare a casa una plusvalenza c’è sempre, e non ho bisogno di chiedergli altro.

Scendendo ancora con il prezzo, arrivo a Jaylon Tyson (4.5 cr), che l’anno scorso, tra una scazzottata e l’altra, ha fatto vedere abbastanza da meritarsi un posto dalla panca.

La capacità di ricoprire più ruoli e l’attitudine a rimbalzo possono aiutarlo a rendersi utile anche senza essere una delle prime opzioni offensive, e poi, al contrario di Wade, gioca in T3, che non ci dispiace mai.

Il dubbio resta quanto spazio troverà davvero, ma a 4.5 crediti, difficile trovar meglio, e aspettare le buone prestazioni lo farebbe lievitare a cifre meno simpatiche.

La mia squadra Dunkest per la Giornata 1

Dopo dubbi, calcoli, e qualche cambio di programma, questa è la formazione con cui ho deciso di affrontare la prima giornata.

La prima modifica è arrivata prima della prima partita. Direi che il programma della rubrica è già abbastanza chiaro: scegliere, correggere e poi presentarsi qui a spiegare com’è andata.

Se Dean Wade si becca il ruolo di capitano pro tempore, Haliburton e Davis potrebbero accaparrarsi la fascia in T2, sperando di non dover ricorrere a Gordon. Tra i rimasti fuori causa ballottaggio, oltre ai già citati, Cam Whitmore (4cr) e Tyus Jones (4cr), direttamente dal T3 di Denver, io ci ho rinunciato, magari voi no.

Adesso tocca al campo

I ragionamenti li ho fatti, i crediti li ho spesi e le mie scelte ormai sono pubbliche. Adesso non resta che vedere quanti di questi giocatori avranno voglia di darmi ragione.

Ci ritroviamo alla prossima giornata, quando tireremo le somme, capiremo chi si sarà meritato la conferma e chi invece finirà direttamente sul mercato.

Sempre al grido di “La plusvalenza di oggi è il punteggio di domani”.

Poi, però, bisogna anche farla, questa benedetta plusvalenza.

Dunkest NBA – Kit Giornata 1


Nota: la formazione e le valutazioni riportate nell’articolo sono state elaborate nella mattinata di pubblicazione, sulla base delle informazioni disponibili in quel momento. Infortuni, rotazioni, quintetti e disponibilità dei giocatori potrebbero cambiare prima dell’inizio delle partite. Controllate sempre gli ultimi aggiornamenti e adattate la vostra squadra di conseguenza.

Leggi anche

Loading...